lunedì 2 marzo 2009

Nardò alla grande!!! Seconda vittoria consecutiva per i torelli leccesi.



fonte: www.nardocalcio.com

NARDO’: Bassi, Mastria, De Padova, Moreno, Citto, Esposito, Elia (Patera 33’ s.t.), Verdesca, Di Rito (Collaro 47’ s.t.), Tartaglia, De Benedictis (Saracino 37’ s.t.). In panchina: Di Marco, Polo, Rollo, Volturno. All. Longo.
SOGLIANO: Sakho, Mortari, Pinca, Lentini, Ricciato, Melissano, Lillo (Spagna 21’ s.t.), Patruno, Principiano (Fiore 33’ s.t.), Brigante (Ingrosso 16’ s.t.), Manco. In panchina: Micheli, Nuzzaci, Giannotta, Fracella. All. Cudazzo.
ARBITRO: Stamerra di Taranto.
MARCATORE: Di Rito 26’ s.t.
NOTE: ammoniti Patruno e Mastria. Angoli 3-1 per il Nardò.
NARDO':Il Nardò continua a correre a velocità supersonica verso una salvezza che sembra ormai in cassaforte. Terzo successo di fila, ancora nel nome di Nicolas Di Rito, al nono centro stagionale. La micidiale zampata del bomber argentino consente al Nardò di aggiudicarsi con merito una gara accorta e di grande sostanza. Una vittoria agguantata con il cinismo della squadra di rango, capace di attendere il momento propizio per infliggere la rasoiata letale. Pressing asfissiante e partita a lungo bloccata generano emozioni con il contagocce. Il Sogliano sembra giocare per il pareggio e presta grande attenzione alla fase difensiva, il Nardò nonostante cerchi di fare la partita fatica invece a trovare varchi. Domenica difficile per Elia e De Benedictis, che devono fare i conti con sistematici raddoppi di marcatura e sono costretti a muoversi in spazi intasati. Melissano e Ricciato sono sempre pronti infatti a dare una mano a Pinca e Mortari per frenare le iniziative dei due attaccanti esterni granata.
E così il pericolo che De Benedictis porta subito alla retroguardia soglianese rimane a lungo un episodio isolato. La partita è iniziata da poco più di un minuto quando Mortari manca l’intervento di testa e lascia spazio ad una scorribanda dell’attaccante granata: destro insidioso dal limite, la cui traiettoria viene deviata in angolo. La partita si trascina così a lungo senza guizzi e con una scientifica occupazione degli spazi. Come se le due squadre stessero attente a non stuzzicarsi, in attesa della giocata di classe o del colpo di genio. Il Sogliano è però incapace di innescare la velocità dei suoi rapidi attaccanti: Principiano e Manco sono controllati senza problemi da Citto ed Esposito. Ci prova allora Brigante, che gioca da esterno sinistro a piazzare un affondo, guadagnando una punizione dai 20 metri, che Patruno calcia però a lato. E’ il 16’ ed è il primo pallone del match che sibila dalle parti di Bassi.
Tre minuti dopo è abbastanza sospetto il tocco di braccio in area di Lentini, ma Stamerra lascia correre. Di vere occasioni da rete neanche l’ombra, anche perchè De Benedictis non sfrutta una sponda di Di Rito al 23’ calciando malamente e fuori misura. Il Sogliano prova a sfruttare solo qualche calcio franco, ma Bassi alla mezzora è pronto a intercettare con i pugni una punizione dall’out di sinistra indirizzata in un’area affollatissima. Proprio in chiusura di tempo la palla buona capita sulla testa di Citto, bravissimo a inserirsi in piena area sulla punizione di Moreno, ma impreciso nella deviazione.
Nella ripresa, con il passare dei minuti, il Sogliano sembra volersi sempre più rintanare nella propria metà campo, fidando sulla graniticità di una retroguardia imperniata intorno ad un solidissimo Melissano. Nonostante le difficoltà del match, il Nardò invece si propone in avanti con sempre maggiore continuità. E al 17’ potrebbe cogliere i frutti: Moreno, sempre lucido nelle vesti di suggeritore delle trame offensive, trova una verticalizzazione che consente a De Benedictis di ritrovarsi a tu per tu con Sakho. Sull’uscita del portiere però l’attaccante siciliano alza la mira e la palla sorvola di un niente la traversa. A sostenere le offensive del Nardò ci sono anche gli esterni di difesa Mastria e De Padova.
E al culmine di una prolungata iniziativa in area soglianese è proprio Mastria ad offrire a Verdesca il pallone destinato a trasformarsi nell’assist vincente per Di Rito. Il giovane centrocampista tenta infatti la bordata verso la porta, ma il diagonale è troppo largo e si trasforma in un invito per il rapace Di Rito, appostato sul secondo palo e prontissimo alla deviazione in rete.
E’ il 26 e sugli spalti, gremiti come non mai nel corso di questa stagione, è l’apoteosi. E’ il gol della salvezza virtuale, che il Nardò da quel momento in poi gestisce con autorità e grande personalità. Il Sogliano soltanto negli ultimi dieci minuti comincia ad esercitare una certa pressione. Ma il Nardò non molla di un centimetro e con il nuovo entrato saracino prova più volte a seminare lo scompiglio nelle retrovie avversarie. Dopo una staffilata di Melissano (35’) su punizione dai 25’ metri, respinta con i pugni in tuffo da Bassi, soltanto al 45’ il Nardò rischia seriamente. La difesa granata si fa trovare sbilanciata su un invito centrale di Patruno, che però Spagna mette a lato di un soffio, con una conclusione scagliata da appena dentro l’area. Al fischio finale scoppia la festa. In campo e sugli spalti si festeggia la virtuale salvezza e l’ennesima grande impresa di una squadra che è riuscita a vincere quella che lo scorso autunno sembrava una terribile sfida all’ignoto.
Michele Climaco

Una vittoria che ci voleva per il Tricase


Finalmente si rivede un Tricase determinato dal primo all'ultimo minuto e volenteroso di ottenere i tanto agognati tre punti.
Mister Levanto può disporre di tutti i suoi uomini, eccezion fatta dello squalificato De Filippi.
Il Tricase dimostra sin da subito di voler dettare i ritmi dell'incontro e già dal primo minuto chiude il Lucera nella sua metà campo, rendendosi pericoloso al 5° minuto con Benvenga che lancia Greco, il cui cross viene deviato in angolo con non poca difficoltà dal difensore avversario; all'8° minuto brivido per il locali con Salinno che batte una punizione dalla destra e Palumbo sul secondo palo indirizza sul fondo il proprio colpo di testa; al 10° punizione da centrocampo di Carlà e Kouyo (oggi grande protagonista alla pari di Ruberto) colpisce di testa il pallone, che sorvola di poco la traversa; al 15° arriva il vantaggio dei rossoblù con Ruberto che pennella di testa sul secondo palo il pallone battuto su angolo da Zezza; ancora un minuto e Ruberto (scatenatissimo) segna di nuovo, ma l'arbitro, il Sig. Del Rosso della Sezione di Molfetta, annulla per un presunto fallo di mano dell'attaccante tricasino; al 19° è ancora Ruberto il protagonista indiscusso con un colpo di testa che, su cross di Greco, finisce fuori a fil di palo; al 32° ancora un angolo appannaggio del Tricase battuto da Zezza e Kouyo che di testa spedisce sul fondo; al 37° bella azione che parte dalla destra con palla che arriva a Greco il quale, al volo, suggerisce l'incursione di Ruberto, fermato in area dal pronto intervento di Curci; al 45° il Tricase perviene al raddoppio con Kouyo che, su punizione da 35 metri, lascia partire un vero e proprio bolide, che si insacca a mezz'aria, senza che il portiere foggiano abbia la possibilità di intervenire.
La seconda frazione vede ancora avanti i rossoblù, oggi mai domi, arrivare in un paio di occasioni vicini alla terza rete; al 61° giunge però il gol per gli ospiti da parte del bomber Cannarozzi, il quale si libera della marcatura di Moretto e con uno splendido tiro al volo di sinistro insacca sul secondo palo; al 65° Ruberto viene lanciato in contropiede da Carlà, ma Curci in uscita respinge, Zezza intercetta il pallone a centrocampo e si invola verso l'area del Lucera, ma viene fermato al limite da Vacca, che nell'occasione viene ammonito (poteva starci l'espulsione per fallo da ultimo uomo); lo stesso Zezza si incarica di battere la punizione e la sua traiettoria magistrale viene respinta da Curci, ma Ruberto si avventa sul pallone come un avvoltoio e mette a segno la personale doppietta; al 32° punizione per il Lucera battuta da Salinno da 25 metri, ma Cesari vola al set e devia in angolo; al 46° è ancora il portiere Cesari a mettersi in evidenza per la bella parata d'istinto sul colpo di testa da distanza ravvicinata da parte di Cannarozzi.

Victoria senza scrupoli contro un Massafra rinunciatario




RETI: 7' Cassano 13' Serri 44' De Tommaso 73' Paparella 75' De Tommaso
V. LOCOROTONDO
Maggi, A. Lisi, De Blasio, Monticelli, Campanella (82' Colucci), Baldassarre, Serri (46' Paparella), Cassano, Beltrame, De Tommaso (79' Diamante), Luciani. A disp. Petruzzelli, Palmisano, Marangi, Tagliente. All: Di Giovanni (squalificato)
MASSAFRA
Di Candia (26' De Marco), Taurino, Luccarelli (46' Montecasino), Speciale, Ricci; Zaccaro, Candita, Morelli, Piccolo, Perrone, Ferrara (28' Lops), A disp: Amato, Ciaurro, Dragone, Pascullo. All. Pettinicchio
LA CRONACA
Il Locorotondo da leone ferito reagisce alla bruciante quanto immeritata sconfitta di domenica scorsa contro la Liberty viziata da un rigore troppo generoso e annienta il Massafra per 5-0. Grande prestazione di tutta la squadra con Beltrame sugli scudi, autore addirittura di 3 assist.
Di Giovanni, squalificato e in tribuna, rinuncia a Maurelli squalificato e inserisce al suo posto Luciani. Pettinicchio cambia qualche pedina e tiene in panchina Pascullo e Montecasino (entrato nella ripresa).
Nonostante l’obiettivo play-off sia quantomai compromesso, i rossoblu scendono in campo con la giusta determinazione e chiudono virtualmente la partita in 13 minuti.
Al 7’ Beltrame riesce a difendere la sfera e ad appoggiarla appena fuori area per l’accorrente Cassano che con un tocco morbido di esterno destro manda il pallone sotto l’incrocio. Al quarto d’ora ancora Beltrame in versione assist-man crossa al bacio per Serri che anticipa tutti e di testa insacca. Dopo i primi 25 minuti il portiere massafrese Di Candia esce per infortunio portanto all’esterno del campo di gioco con l’ausilio della barella. Il Massafra non riesce a reagire ed è ancora il Locorotondo a rendersi pericoloso con un’azione tutta di prima che porta Luciani alla conclusione in volèe troppo alta. Sul finire di primo tempo De Tommaso direttamente da corner inventa una parabola deliziosa quanto micidiale che vale il 3-0.
La ripresa inizia con gli ospiti più volenterosi, pronti a riaprire la partita anche grazie all’ingresso di Montecasino che rende la loro manovra più fluida. Ma il Victoria si difende ordinatamente e rischia soltanto al 56’ su una conclusione dal limite di Perrone bloccata da Maggi. Al 73’ De Tommaso vede fuori il portiere avversario e tenta un pallonetto da circa 30 metri, ma il giovane De Marco smanaccia con affanno in corner. Sugli sviluppi del calcio d’angolo, la traiettoria di De Blasio trova pronto Paparella che firma la sua prima rete con la casacca blaugrana. Dopo appena due giri di orologi Cassano recupera palla, la cede a Beltrame che lancia in profondità De Tommaso che evita il portiere e fa 5-0. Doppietta odierna per lui e terzo assist di Beltrame. La partita praticamente si chiude qui.

A -2 dalla Serie D...Casarano quasi in festa

fonte: www.virtuscasarano.it
marcatori: Villa al 2' e al 24'; Sanguinetti al 6'; D'Anna al 38'p.t.; Calabro al 14's.t.; Leonetti (R) al 37's.t.
CASARANO: Al festival del gol, andato in scena al Capozza, la rete più emozionante, al cuore dei tifosi, l’ha segnata il piccolo Francesco Sarcinella che da venerdì scorso ha intrapreso il “viaggio della speranza” a Miami, negli USA, per sostenere la lunga terapia che possa guarire la grave tetraparesi spastica che lo affligge. Nell’intervallo di una gara che il rullo compressore Casarano stava già dominando, gli altoparlanti dello stadio hanno diffuso la vocina gioiosa, ma ferma, di Francesco che, in collegamento telefonico, dalla clinica di Miami, ha squarciato la raggelante cappa di commozione calata sugli spalti del Capozza. “Grazie a tutti, vi voglio bene” sono state le parole che hanno rotto gli argini emotivi, facendo venire brividi da pelle d’oca e il luccinone agli occhi anche al patron Paride De Masi, oggi in tribuna. Le frasi gioiose pronunciate con disarmante naturalezza da Francesco sono state letteralmente sommerse dall’applauso liberatorio dei tifosi. Casarano sta scrivendo un’altra intensa pagina di solidarietà e il canale preferenziale è proprio il calcio, la Virtus e i suoi impareggiabili tifosi, i quali, tornando alla gara, sono andati in estasi dopo il maestoso primo tempo disputato dal Casarano, formato caterpilar, che ha totalmente surclassato il Corato. Dopo appena 6’ la corazzata di Salvo Bianchetti, fortemente motivata e vogliosa di cancellare la grigia parentesi di Sogliano, era già avanti di due reti, ma ne aveva mancata un’altra, colossale, dopo soli 12”. Pronti,via e D’Anna scodella uno dei suoi cross maledettamente e stranamente ‘ciccato’ prima da Villa (sontuoso eroe di giornata con una doppietta e siamo a quota 26 reti, in campionato…) e Sanguinetti. Era solo l’avvisaglia che per il Corato tirava davvero brutta aria. La formazione allenata da Lotito, imperterrita nel praticare il gioco corto con la difesa alta, ogni volta che il Casarano impostava, andava in ambasce, considerato che, quel gioco praticato, mandava a nozze i rossazzurri, sospinti da Rocco (diligente e volenteroso), Marchi (solito metronomo) e Bonaffini (da cineteca le sue ‘aperture’ di gioco) a centrocampo e con Villa autentico spauracchio della difesa barese. Le prime tre marcature (2’, 6’ e 24’) sono autentici capolavori, un giusto mix di estetica e tecnica sopraffina, un lusso per il campionato di Eccellenza. La quarta segnatura (38’) è da standing ovation con D’Anna che, al limite dell’area, si ‘beve’ il suo diretto avversario con il ‘sombrero’ e va a segnare un gol strepitoso con un diagonale imprendibile: chapeau! La ripresa è pura accademia anche se il Casarano non appare mai pago. In questo tourbillon arriva anche il primo gol in campionato del capitano Antonio Calabro che, di testa, finalmente vede coronati i suoi generosi sforzi e le sue innumerevoli sgroppate nell’area avversaria. Il rigore concesso con molta benevolenza al Corato e realizzato da Leonetti, dà la stura ai festeggiamenti in campo, giunti allo zenit quando, da Bari, giunge la notizia della sconfitta del Liberty. A questo punto, è proprio vero: la Capolista se n’è andata

fonte: http://www.asdcorato.it/


Difficile commentare un risultato così pesante come il 5 a 1 subìto dal Corato nella gara di ieri a Casarano e così al termine della disfatta salentina, bocche cucite tra i protagonisti di questa sfida. Forse un risultato condizionato dai due primi gol del Casarano arrivati dopo cinque minuti e con un Corato incapace di reagire. Poi sono arrivati altre due reti che nel giro di poco più di mezz'ora hanno ipotecato la gara. «Bisogna ammettere gli errori quando questi si commettono – spiega il tecnico Michele Lotito – questa volta mi prendo personalmente tutte le responsabilità di questa sconfitta. A Casarano si può anche perdere, ma con un risultato quasi tennistico come quello di ieri, non è da Corato. Prima della gara ho fatto alcune valutazioni come, per esempio, preservare quei giocatori già diffidati e che possono tornarci utili nel finale di stagione. Forse non c'era molto equilibrio in campo, fra i nostri reparti, ma inutile piangerci sopra ulteriormente, ora ci aspettano quattro finali e tutti, me compreso, dobbiamo pensare a raggiungere al più presto la tranquillità nella classifica, iniziando ad allenarci da domani con il massimo impegno, come sempre abbiamo fatto».

Liberty...non restano che i Play Off

fonte: www.libertycalcio.com

LIBERTY: Fusco, Tridente, Zaccaro, Menga, Traversa (18’ st Moramarco), Visceglia, Lovergine, Parente (1’ st Loseto, 32’ st Damiani), Carminati, Carlucci, Suarez. A disp. Loporchio, Portoghese, Grazioso, Mongelli. All. Catalano. OSTUNI: Palmieri, Matera, De Cesare, Monaco, Amato, Trovato, Piscopo (4’ st Barnaba), De Cerchio, De Benedictis, Tenzone, Grieco. A disp. Minno, Toscano, Miccoli, Blasi, Kreshpa, Zammillo. All. Carbonella. ARBITRO: Doronzo di Barletta. RETE: st 10’ (rig.) De Benedictis. NOTE: ammoniti Fusco, Carlucci e Menga per il Liberty, De Cesare, Tenzone, Amato e Monaco per l’Ostuni. Al 39’ st espulso Carbonella per proteste. Calci d’angolo 4-2 per il Liberty.
Dopo aver battuto il Casarano a ottobre, di giovedì sera, l’Ostuni si prende la soddisfazione di battere anche il Liberty, di marzo, di domenica pomeriggio e stavolta a domicilio. I brindisini espugnano il Della Vittoria. Non era riuscito a nessuno, finora. E’ infatti la prima sconfitta interna per il Liberty. Che, con il -10 subito per mano dei gialloblù, rinunciano ad ogni speranza di riagguantare il Casarano, anche la più irragionevole. Demolendo il Corato dal canto suo la capolista salentina saluta la compagnia e vola in D, lanciando un messaggio chiaro e forte a tutto e tutti: andiamo in Interregionale con pieno merito, caso Striano o no, 2 punti con il Copertino o no. Il Liberty si arrende allo strapotere della Virtus e alla partita pressoché perfetta dell’Ostuni. Vincenzo Carbonella deve fare a meno di Porro ed è costretto a portare Zammillo in panchina; per la difesa non dispone di Ciaramitaro, squalificato. Schiera Palmieri tra i pali, i tetragoni David Trovato e Marzo Amato al centro della difesa, Matera e De Cesare esterni. Il resto della formazione è l’ormai classico 2+2+2: Monaco e De Cerchio sono i due mediani, Grieco e Piscopo i due laterali, Tenzone e De Benedictis i due attaccanti, con il barese libero di muoversi su tutto il fronte offensivo e il bomber siciliano pronto a evidenziare qualche incongruenza nel centro della retroguardia barese. Catalano (nella foto) deve fare a meno di Palazzo e questo causa enormi problemi su una delle due fasce, nella circostanza quella destra, praticamente inutilizzata per tutto l’incontro. Lo schieramento è più o meno speculare a quello avversario: un portiere juniores, Fusco, due centrali arcigni, Zaccaro e Traversa, coppia più o meno inedita, due laterali come Tridente e Visceglia. In mezzo Parente è il pilone, Menga e Carlucci pronti a correre e costruire. Il laterale a destra (e qui cominciano i problemi) è Lovergine, la coppia di attaccanti è tutta sudamericana, con il brasiliano Carminati e l’argentino Suarez, entrambi in edizione ridotta. Il tecnico biancazzurro varierà più volte le geometrie sul terreo spelacchiato dell’impianto di via di Maratona. Vedremo. Nel santuario barese del calcio è sfida da alta classifica, ma il clima è dopolavoristico, con la sola ossessione di un tamburo fuori del tempo e spesso fuori tempo, che rintrona a intermittenza le poche decine di spettatori presenti al riparo della tribuna coperta. Ci vogliono 12’ per assistere a un’azione degna di nota: sponda di Carminati per la battuta di prima intenzione di Menga non lontana dal palo alla destra di Palmieri. Al 21’ in fotocopia dalla parte opposta: De Benedictis di petto indietro per Salvatore Monaco il cui tiro è di non molto fuori bersaglio. Poi ancora una periodo di sonnolenza interrotto da un’acrobazia riuscita a Suarez tranne che nella mira: la palla finisce alta. Il Liberty torna in campo senza Parente. Capitan Menga s’incarica ora di dirigere le operazioni. La manovra resta farraginosa. Quella dell’Ostuni, niente di che, è tuttavia più lineare, sempre allal ricerca della sponda di De Benedictis, del tocco di Tenzone, del dribbling di Piscopo a destra (rare volte a destra; tuttavia il foggiano va a ritmi alterni). Sull’ex Cerignola va Zaccaro, spostato a sinistra, con Tridente centrale con Traversa e Lovergine abbassato sul fronte destro e Visceglia a spingere a sinistra, accade poco finché non entra Loseto, che, pur confusionario, quantomeno vivacizza una manovra asfittica che si conclude quasi sempre nella velleitaria azione di Carminati e nelle recriminazioni contro tutto e tutti di Suarez. Ma intanto arriva il gol: Tenzone trova il varco giusto per infilarci Piscopo. L’ex Bisceglie anticipa Fusco in uscita e qui scatta il dilemma di sempre: contatto o no? E se il portiere ha toccato l’attaccante, questi ha cercato il corpo dell’estremo a terra o no? Per fortuna che a decidere c’è l’arbitro. Il barlettano Doronzo (buona la sua direzione, anche se continua a fischiare con un po’ di ritardo) opta per il calcio di rigore. In questo caso fa una cosa sbagliata: corre prima ad ammonire il portiere e poi a indicare il dischetto. Un grave errore di grammatica in una decisione che ci può stare. Non fa errori invece Angelo De Benedictis: il siciliano spiazza Fusco nonostante la palla rimbalzi male sul terreno accidentato dello stadio dell capoluogo. Il Liberty cambia passo, memore di altre circostanze in cui gli è riuscito il ribaltone (come all’andata). Zaccaro (è il 13’) calcia forte da 40 metri, la palla piove sulla traversa. Si capisce che tutto è molto difficile. Calcio d’angolo di Loseto (15’), Carlucci colpisce di testa, alto. Si ripete il molfettese 2’ dopo, stavolta l’inserimento è perfetto su punizione, la mira incredibilmente alta. Traversa, più volte spintosi a cercar fortuna in avanti, viene richiamato in panchina: non è per nulla convinto, anche se saluta Catalano. Moramarco va a piazzarsi a destra. Il tecnico barese s’è accorto che la squadra è un’anatra zoppa. Non cambierà granché. Loseto crossa ancora da sinistra (è il 22’), lo stacco di Suarez è stranamente timido, la palla schizza alta. Era l’occasione per il pareggio. Loseto accusa un problema muscolare, dentro Damiani, impalpabile come tutti gli under del Liberty versione prima domenica di marzo. L’ultima palla gol arriva al 35’: punizione lunga, doppio colpo di testa, palla a Carminati che si libera davanti a Palmieri che esce tempestivamente dai pali e impatta il tiro del paulista. Ancora il portiere classe ’90 è bravo poco dopo su una punizione dalla distanza di Zaccaro. La spinta del Liberty si esaurisce, l’Ostuni controlla senza altre difficoltà. Carbonella si becca l’ormai periodica espulsione, Barnaba va a fare il centravanti, con De Benedictis che arretra a copertura del centrocampo. Il Casarano se ne va. Liberty e Ostuni, chissà, si danno appuntamento per la doppia finale dei playoff.

Nulla da fare per il Terlizzi che racimola un punto nella sfida col Bisceglie



TERLIZZI: Lovecchio, Blonda (24' st Terrone), Bonasia, Ricci, Carella, Sangirardi, Ronzullo, Roselli (38' st D'Ambrosio), Conteduca, De Francesco, Anaclerio. All. Caricola.

BISCEGLIE: Cagnazzo, Santoli, Cellamaro (46' st Mennuni), Moreo, Di Donna, La Salandra, Malerba, Lestingi, Di Pinto (46' st Frappampina), Lanave, De Toma (15' st Pasculli). All. Columbo.

ARBITRO: Rapuano di Rimini.

TERLIZZI:Dopo una vigilia resa triste dalla scomparsa della mamma del presidente D'Alesio, il Terlizzi sperava di ritrovare il sorriso al termine della gara interna con il Bisceglie. Invece arriva un pareggio che muove di poco la classifica, diventata più preoccupante a meno 4 dalla fine.Lo 0-0 comunque non rispecchia l'andamento della gara, in cui le due squadre hanno avuto più di un'occasione per segnare. Mister Caricola recupera Blonda e Anaclerio, ma perde Manzari, oltre allo squalificato Clementini. In difesa la novità è il ritorno di capitan Carella (il sacrificato è Rizzi). In attacco Conteduca è affiancato da De Francesco. Nei primi minuti botta e risposta firmato da Lanave per il Bisceglie e De Francesco per il Terlizzi, ma i portieri si fanno trovare pronti. Dopo una buona occasione per Di Pinto, il Terlizzi ci prova due volte con Ronzullo e nel finale di primo tempo con Roselli. Frizzante anche il secondo tempo con Cagnazzo super su De Francesco e Lovecchio non da meno su Lanave. Poi è Anaclerio a rendersi pericoloso, cui risponde Pasculli. Ma l'occasione più ghiotta capita a Roselli al quale si oppone uno strepitoso Cagnazzo.Dopo il decimo pareggio stagionale, il Terlizzi vede avvicinarsi le inseguitrici Castellana e Tricase, ora a meno 2 (e il Castellana deve ancora recuperare la gara di Ostuni) e da domani preparerà la trasferta di Lucera.